Il Comune chiude la Comunità Giovanile

Il Comune chiude la Comunità Giovanile

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da iltempo.it

La sede della Comunità Giovanile di Roma di via Grotta Perfetta rischia di chiudere. Una notizia che, nei giorni scorsi, si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sull’organizzazione e sui giovani che la frequentano. Perché la Comunità è un punto di riferimento per tutta la zona (Montagnola, Roma 70, Tor Carbone, etc.). Il 5 marzo scorso, attraverso una lettera indirizzata al responsabile della comunità Marco Giacomozzi, l’assessorato alla scuola del Comune di Roma ha chiesto la riconsegna dell’immobile nel quale il centro ha sede. Nell’oggetto della lettera si legge: «Riacquisizione patrimoniale della struttura denominata Casale Rosa di via Grotta Perfetta, per lo svolgimento di azioni connesse alle linee programmatiche dell’Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità». «Il servizio, attivato a partire dal 3 maggio 2012 – si legge nella lettera – con validità 21 mesi, è scaduto il 3 febbraio scorso. Pertanto la struttura deve essere riconsegnata al Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici». «Ieri siamo andati in Municipio per parlare con l’assessore Alessandra Catoi – spiega Giacomozzi – Mentre eravamo lì abbiamo avuto la notizia che alcuni dipendenti del comune si erano recati al casale per ritirare le chiavi. Noi non ci stiamo. Non possiamo riconsegnare la struttura nelle mani del Comune senza un nuovo bando che riaffidi il servizio ad un’altra associazione. Il duro lavoro che abbiamo fatto in questi 21 mesi verrebbe gettato via. Da più di un mese stiamo lavorando senza fondi. Solamente come volontari per continuare a sostenere i ragazzi che abbiamo sempre seguito. La Comunità si occupa di prevenire il fenomeno delle tossicodipendenze e lo fa attraverso l’organizzazione di corsi musicali, laboratori, lezioni collettive. Ciò per evitare che i ragazzi possano sprofondare nel mondo della droga». Intanto nella serata di ieri un centinaio di persone hanno partecipato all’assemblea collettiva per discutere della situazione. Oltre 400 le firme raccolte nel quartiere.

da romait.it

Sono giorni pieni di tensione, questi, per la Comunità Giovanile, che dal 2012, tramite un bando pubblico, gestisce i servizi erogati all’interno del Casale sito in via di Grotta Perfetta 610.

Dopo aver cercato invano risposte dalla pubblica amministrazione riguardo il futuro più prossimo dello stabile, degli operatori e degli utenti dei servizi, i primi di marzo è arrivato l’ordine di riconsegnare le chiavi, visto che i 21 mesi del bando con finanziamento erano scaduti, pur essendo prevista la possibilità di un rinnovo per altri 21 mesi, senza finanziamenti.

Al momento la Comunità continua a prestare i servizi, gratuitamente e in forma volontaristica: gli operatori non vogliono riconsegnare le chiavi finché non sarà indetto, e successivamente assegnato, un bando pubblico – al quale parteciperanno – che sia a tutti gli effetti aperto alle Associazioni dei cittadini. Solo quando questo processo democratico sarà concluso, allora gli operatori consegneranno le chiavi ai legittimi affidatari. Nel frattempo, però, non permetteranno che lo stabile venga, nuovamente, abbandonato e lasciato in balìa di se stesso e dell’incuria.

Per questo, alcuni dei volontari della Comunità Giovanile, si sono recati presso la sede dell’Assessorato alla Famiglia, in attesa dell’incontro pubblico che si terrà oggi pomeriggio, a partire dalle ore 17.
Gli operatori e i volontari hanno portato con sé il testo della lettera indirizzata a: assessore Alessandra Cattoi, dell’Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità; Direttore Mariarosa Turchi e Dirigente Patrizia Piombini, del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici; on. Rita Cutini, Assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà; presidente Valeria Baglio e vicepresidente Gianluigi De Palo, XI CCP.

Nel testo della lettera, avente ad oggetto “Proposta di prosecuzione gratuita delle attività presso sede Comunale denominata ‘Casale Rosa’ sito in via di Grotta Perfetta 610”, si legge che da 2 anni la Comunità offre e presta servizi ai residenti e ai cittadini, essendo divenuta, proprio in virtù di un lavoro lungo 2 anni, un punto di riferimento per la comunità. “Prima del termine del servizio – si legge ancora – è stata inviata una lettera ai Vostri Uffici dell’Assessorato alle Scuole di Roma Capitale, in cui si chiedevano chiarimenti sulle sorti del Casale, a sostegno del quale sono state raccolte spontaneamente 400 firme”.

“Non ci interessa – scrivono – determinare il futuro del Casale, la competenza è di Roma Capitale, ma non si può prescindere dal lavoro svolto e maturato in questi anni. Non siamo stati invitati – precisano – a tavoli di controllo, né a momenti di progettazione delle future attività, e questo ci dispiace, perché riteniamo che nessuno meglio di noi possa dare suggerimenti ed indicazioni a riguardo”.

“Quello che auspichiamo – continuano – è che la finalità della struttura rimanga aderente all’aggregazione giovanile ed ai servizi per la prevenzione al disagio e che ciò possa avvenire tramite bando pubblico di gara, unico strumento per garantire un’assegnazione democratica e meritocratica”.

La lettera si chiude con l’invito ad accettare, fino ad assegnazione del bando, la prosecuzione gratuita e volontaristica dei servizi, per evitare dispersione degli utenti e interruzione del servizio erogato agli stessi.