“Estate romana addio senza soldi né assessore, la cultura è al capolinea”

“Estate romana addio senza soldi né assessore, la cultura è al capolinea”

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da roma.repubblica.it

Lavorare per la cultura, a Roma, non è mai stato tanto difficile. Il sindaco ascolti il grido di dolore degli operatori che da anni si occupano di teatro, spettacoli, musica, danza  –  in una parola: di tenere viva la città  –  e indichi al più presto il nuovo assessore. Che “deve venire dalla politica, dalla buona politica. Basta tecnici o pseudo tali, non adatti a svolgere un ruolo così complesso”.

È un appello disperato quello lanciato al sindaco Marino dal “Comitato Estate romana”, nutrito gruppo di associazioni che da anni animano il cartellone estivo: dal Roma jazz Festival ad Invito alla danza, dal Fontanonestate alla Roma Sinfonietta, più altre realtà come il Teatro Verde, l’Arci, Il Flauto magico, i Concerti nel Parco, la Città in Tasca. In attesa dei fondi che a due settimane dal via non sono stati ancora assegnati (le graduatorie verranno pubblicate lunedì), gli operatori della cultura e dello spettacolo chiedono “molto umilmente” al chirurgo dem di “dire la nostra”: non già suggerendo “un nome”, ma solo “un profilo politico”. Addirittura esortandolo a guardare “dentro il Pd, il partito di maggioranza relativa che probabilmente esprimerà il futuro assessore”, dove “negli anni si è formata tutta una generazione di intelligenze brillanti (giovani e un po’ meno giovani) di amministratori cresciuti a “pane e cultura”. Politici partiti dal basso, dall’associazionismo culturale di base, che abbiamo visto crescere accanto a noi, girare per le nostre manifestazioni, partecipare alle nostre difficoltà, in grado di discutere con cognizione di causa avendo gli strumenti per farlo. Oggi uno o una di loro saprebbe esattamente cosa fare a Piazza Campitelli per far ripartire una macchina purtroppo bloccata”. Identikit che se non si sposa con quello di Giovanna Marinelli, storica collaboratrice di Borgna, né di Alessandra Cattoi (che lascerebbe volentieri la Scuola), combacia bene con i profili di Paolo Masini (disposto a lasciare i Lavori pubblici solo per la Cultura) e Michela Di Biase (che da presidente di Commissione potrebbe essere promossa ma dirottata sulla Scuola).

“Un anno è passato dall’insediamento della sua giunta, ed è stato un lungo periodo di assenza di una visione strategica nella politica culturale cittadina”, l’affondo finale del Comitato. “Il nuovo assessore dovrà esprimerne una sua con forza, lungimiranza e coraggio” stando attento anche alle esigenze di chi “si carica sulle spalle rischi imprenditoriali enormi” visto che sempre, negli ultimi anni, si è giunti “a un passo dall’Estate romana senza graduatorie pubblicate e, di conseguenza, senza fondi assegnati”. Ecco perché serve una persona che sappia dove mettere le mani: per cambiare tutto. “Sappiamo che il futuro assessore sarà anche frutto di delicati compromessi politici. Ma si faccia in modo che dal cappello non esca un nome frutto di logiche antiche e superate, incapace di quella rinascita che la capitale attende ormai da troppo tempo. Non ce lo possiamo più permettere: per la Cultura a Roma forse questa è l’ultima occasione”.